The European Consequences of the Italian Aggression against Ethiopia

Authors

  • György Réti

Keywords:

Etiopia, Gömbös, Kánya, Hungarian-Italian relations, Italian- German relations.

Abstract

The Hungarian Prime Minister Gyula Gömbös welcomed the aggressiveness of the Italian Fascists, because he realized that the Italian- Ethiopian war would put an end to the British-French orientation of Italy. The war would be a crushing blow to the League of Nations and to the principle of collective security, creating favorable conditions for the realization of Hungary’s revisionist plans. At the same time Kálmán Kánya, Gömbös’ Minister of Foreign affairs considered that Budapest should vote along with Great Britain for the sanctions against Italy The Governor, Miklós Horthy, made a Salomonic decision accepting Gömbös’ proposal but asking Kánya to remain in his position. Concerning the Italian-German relations, Ulrich von Hassell, German ambassador in Rome, described the role of the Ethiopian adventure in improving Italian-German relationship to his Hungarian collegue in his own sarcastic fashion: “The Negus deserves a statue in Berlin. It is due solely to him that there is such a rapprochement between Italy and Germany. It would have never happened otherwise”. The Italian-Ethiopian conflict marked the end of Mussolini’s English-French orientation and at the same time the beginning of reconciliation between fascist Italy and hitlerist Germany. Budapest welcomed the process in the hope that it would help realize its revisionist goals. RIASSUNTO - Il primo ministro Gyula Gömbös, dopo aver appreso la notizia dei preparativi dell’attacco contro l’Abissinia, salutò con soddisfazione i progetti aggressivi dell’Italia, perché, a causa della guerra italo-etiopica, vi vide la fine dell’orientamento pacifico e franco-inglese della politica estera mussoliniana, che avrebbe vibrato un colpo alla Società delle Nazioni e all’ideologia e pratica della sicurezza collettiva, producendo poi condizioni favorevoli per la realizzazione delle ambizioni revisioniste ungheresi. L’ambascitore tedesco a Roma, Ulrich von Hassel, nel suo modo sarcastico, commentò così la situazione: «Il Negus merita un monumento a Berlino poiché solo a lui dobbiamo questo avvicinamento fra Germania e Italia che sembrava così irraggiungibile». Alcuni giorni dopo l’inizio dell’aggressione all’Etiopia, Kánya rassicurò il ministro italiano Colonna che «il governo ungherese sarà presente, al limite massimo, nel sostegno degli interessi italiani» e sottolineò che nella Società delle Nazoni «in nessuna circostanza si unirà alle sanzioni anti-italiane eventualmente deliberate». Riguardo alle sanzioni, si crearono delle serie divergenze fra Gömbös e Kánya. La posizione ufficiale ungherese fu messa a punto durante una seduta burrascosa dei ministri. Il governatore dell’Ungheria Horthy emise un giudizio salamonico: accettò la posizione di Gömbös ma nello stesso tempo chiese a Kánya di rimanere ministro degli Esteri. Kánya, sconfitto nella questione delle sanzioni, ebbe il sopravvento quando l’Ungheria non uscì dalla Lega delle Nazioni. Questo influenzò la decisione italiana di non lasciare ancora Ginevra. Il 6 gennaio 1936 Mussolini fece una proposta ad Hassel che lasciava l’Austria alla sua sorte e divenne inizio della riconciliazione tra Roma e Berlino. Budapest salutò questo perché sperava che avrebbe aiutato la realizzazione dei suoi scopi revisionistici.

Published

04-12-2007

How to Cite

Réti, G. (2007). The European Consequences of the Italian Aggression against Ethiopia. Rivista Di Studi Politici Internazionali, 74(3), 426–431. Retrieved from https://rosa.uniroma1.it/rosa00/index.php/studi_politici_internazionali/article/view/81

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