Saggi di geopolitica e sicurezza delle infrastrutture a cura di Paolo Sellari
DOI:
https://doi.org/10.13133/2784-9643/19157Abstract
Il volume presenta quattro contributi di geopolitica delle infrastrutture e della sicurezza, maturati nell’ambito dell’attività formativa universitaria dedicata al tema “Relazioni internazionali e sicurezza globale”, avviata nel 2021 dal Dipartimento di Scienze Politiche della Sapienza. Il primo (Paolo Sellari: Mari, geopolitica e sicurezza) si concentra su porti e trasporti marittimi, con un’attenzione particolare all’evoluzione recente del contesto mediterraneo e alla sua sempre maggiore importanza dal punto di vista geopolitico. Paolo Sellari riconsidera l’evoluzione recente dei porti e dei trasporti del Mediterraneo alla luce dei concetti chiave della geografia dei trasporti, facendo ampio riferimento ai contributi seminali di A. Vigarié e A. Vallega. L’Autore, inoltre, propone una rilettura del tema della centralità del Mediterraneo nel trasporto marittimo alla luce del contributo portato dall’Ammiraglio G. Fioravanzo negli anni Quaranta del secolo scorso al dibattito sul ruolo dei mari mediterranei, in quanto «medioceani». Il punto pone al centro della riflessione la questione della complessità delle relazioni tra le dinamiche che vedono nel Mediterraneo uno spazio «di mezzo», segnato da dinamiche trasportistiche, geo-economiche e geopolitiche «esterne» (relative cioè alla dimensione strategica dell’Oceano), e quelle invece che lo definiscono come uno spazio di possibile integrazione «interna», dal punto di vista economico e politico. Il contributo offre poi una sintetica ricostruzione del quadro degli investimenti cinesi nelle infrastrutture portuali, richiamandone la valenza strategica dal punto di vista del confronto geopolitico tra USA, Unione Europea e Cina. Una sezione è dedicata alla risposta data dal sistema portuale e marittimo mediterraneo agli shock che si sono prodotti a partire dalla crisi finanziaria del 2008 (pandemia, riorganizzazione delle filiere globali, guerra tra Russia e Ucraina, «crisi di Suez» legata agli attacchi degli Houti). Il contributo si chiude con un focus sulle caratteristiche e sulle possibilità di sviluppo futuro delle rotte artiche, in particolare della Northern Sea Route russa.
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