Quarant’anni e oltre. Storie e prospettive di un archivio audiovisivo a cura di Letizia Cortini, Luca Ricciardi e Paola Scarnati

Autori

  • Francesca Vatteroni

DOI:

https://doi.org/10.13133/2784-9643/19560

Abstract

C’è una metafora ricorrente negli studi sulla memoria che la descrive come un cantiere: uno spazio in continua trasformazione, in cui si costruisce, si smantella, si pianifica e si negozia. È una metafora che restituisce con efficacia il carattere processuale e conflittuale della costruzione delle memorie, soprattutto nel contesto italiano del secondo dopoguerra, attraversato da tensioni, rimozioni e riscritture. È proprio all’interno di questo orizzonte che si colloca la nascita dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), la cui comprensione risulta difficilmente separabile dalle condizioni storiche e politiche che ne hanno reso possibile l’emersione. In questa prospettiva, il carattere operaio della memoria evocato dal volume non si esaurisce in una semplice metafora, ma richiama una costruzione memoriale che si colloca fuori dai circuiti egemonici della rappresentazione. I lavoratori e le lavoratrici emergono così come soggetti attivi nella produzione di narrazioni pubbliche, mentre l’archivio stesso si configura come uno spazio consapevole del potere implicito nei processi di visibilizzazione e circolazione delle immagini, in un contesto nazionale che si definisce, non a caso, come una Repubblica fondata sul lavoro.

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Pubblicato

2026-07-09

Fascicolo

Sezione

Lo scaffale (a cura di Filiberto Ciaglia)