Antropologia e smart city: dal modello astratto agli usi indisciplinati

Autori

  • Lorenzo D'Orsi
  • Luca Rimoldi

Parole chiave:

antropologia urbana, smart city, etnografia, politiche smart, ICT

Abstract

Questo articolo riflette sul contributo che lo sguardo antropologico può apportare al dibattito interdisciplinare attorno alla smart city e sui quadri interpretativi attraverso i quali approcciarsi etnograficamente all’integrazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel tessuto cittadino. Il testo ricostruisce il dibattito attorno alla nuova policy urbana, mettendo in luce la contrapposizione tra coloro che vedono nella smart city una risposta ai bisogni di inclusione sociale, sostenibilità ambientale e sviluppo economico, e quegli studi critici che ne mettono in luce le potenziali forme di controllo ed esclusione. Il saggio sottolinea come entrambe le posizioni si fondino su uno sguardo in gran parte interno al momento della progettazione e suggerisce di non restare abbagliati dall’autorappresentazione del nuovo paradigma urbano come forza omogeneizzante e globalizzante. Attraverso l’analisi di alcuni lavori etnografici, il testo sottolinea l’importanza di sviluppare un approccio teorico e metodologico “non-smart-centrico” che possa (ri)comprendere le dinamiche di smartizzazione all’interno di più lunghi e sedimentati processi di costruzione della località, facendo emergere gli immaginari prodotti dalle politiche smart, gli usi informali e imprevisti delle tecnologie e il modo in cui questi contribuiscono a ridefinire il senso dei luoghi.

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Pubblicato

2022-03-31

Come citare

D’Orsi, L., & Rimoldi, L. (2022). Antropologia e smart city: dal modello astratto agli usi indisciplinati. L’Uomo Società Tradizione Sviluppo, 11(2). Recuperato da https://rosa.uniroma1.it/rosa03/uomo/article/view/17943

Fascicolo

Sezione

Note