Linee guida per gli autori
Norme redazionali per la RivistaEurostudium3w
Testo
Rientro testo: 1 cm (non applicare all’inizio del paragrafo)
Es.:
Il castrum
Per poter approfondire meglio le vicende storiche, in particolar modo quelle di carattere militare, che hanno interessato il castello, è necessario innanzitutto descrivere il castrum nella sua struttura architettonica.
A tale scopo, centrale è la ricognizione effettuata da E. Amadei, pubblicata nella rivista «Capitolium».
- usare sempre le virgolette alte quando si fa uso prudente di una parola (“stanziamento”) o quando si diano virgolette dentro altre virgolette («Come vedremo, nel 1251 si parla di uomini “porte mezane Morocii” che agiscono in maniera organizzata»)
- riguardo agli usi di maiuscole e minuscole si suggerisce di limitare al massimo l’uso delle maiuscole (Chiesa – in quanto istituzione universale –; Impero)
Carattere
– Non si usi MAI la sottolineatura, il grassetto, il maiuscoletto o il tutto maiuscolo.
– Il corsivo viene utilizzato per i titoli di libri, saggi, ecc., o per le parole straniere (alcune parole straniere ormai di uso comune o ricorrenti all’interno del testo vengono lasciate in tondo, come pièce, performance, ecc.). Vanno in corsivo i termini inglesi relativi alla “rete” e al trattamento informatico dei testi: web, on-line, keyword, link (links), full-text, e-mail, download, ecc.
Citazioni e Note
– Infratesti (citazioni lunghe di tre o più righe): dare un’interlinea prima dell’inizio dell’infratesto e una dopo la fine, non usare le virgolette all’inizio e alla fine della citazione.
I tagli redazionali all’interno degli infratesti devono essere segnalati fra parentesi quadre [...]
Riferimenti bibliografici
Libri
- Nome dell’autore puntato, Cognome, Titolo e sottotitolo dell’opera, Editore, Luogo di edizione anno di edizione, numero della pagina o delle pagine in cui appare la citazione.
- tra il luogo e l’anno di edizione non va la virgola: G.M. Cantarella, Principi e corti. L’Europa del XII secolo, Torino 1997
-Usare s. per “seguente”; ss. per “seguenti”.
Es. A. Braga, Un federalista giacobino. Ernesto Rossi pioniere degli Stati Uniti d’Europa, Il Mulino, Bologna 2007, p. 30 (oppure pp. 131-132).
- se il titolo è in lingua straniera ed esiste una traduzione italiana, si dà Nome dell’autore puntato Cognome, Titolo originale, anno della prima pubblicazione in lingua originale fra parentesi quadre (senza virgola prima della parentesi), trad. it. di Nome del traduttore puntato Cognome, Titolo italiano, Editore, Luogo di edizione anno di edizione, numero di pagine in cui appare la citazione oppure si danno i dati dell’edizione italiana e poi in parentesi tonde i dati completi dell’edizione originale, preceduti dalla sigla ed. orig.
Es. E. Jaques-Dalcroze, Le rythme la musique et Veducation [1920], trad. it. Ritmo musica educazione, Hoepli, Milano 1925, p. 49.
oppure
- Jaques-Dalcroze, Ritmo musica educazione, Hoepli, Milano 1925, p. 49 (ed. orig. Le rythme la musique et Veducation, Joubin, Lausanne 1920).
- se non c’è un unico autore per il libro ma vari autori e un curatore dell’opera collettiva, si indica, Nome puntato del curatore Cognome (a cura di), Titolo del libro, Editore, Luogo di edizione anno di edizione, numero della pagina o pagine in cui appare la citazione.
Es. A. Ottai (a cura di), Il teatro e i suoi doppi. Percorsi multimediali nella ricerca dello spettacolo, Edizioni Kappa, Roma 1994, pp. 111-127.
- il luogo di edizione di un’opera stampata all’estero va mantenuto nella forma originale del frontespizio (per esempio Edinburgh, non Edinburgo, München e non Monaco)
Dopo la prima citazione completa:
Cognome dell’autore, Titolo parziale dell’opera, cit., p. 30 (oppure pp. 30-35). (per parziale si intende una parte significativa del titolo, a meno che non si tratti di un titolo breve).
Es. Marotti, Amleto o dell’oxymoron, cit., p. 50.
Capitoli, saggi, ecc. inseriti in libri
Nome dell’autore puntato Cognome, Titolo del capitolo o saggio, in Nome puntato dell’autore Cognome – se diverso da quello del capitolo o saggio, altrimenti Id., – o, se si tratta di un’opera collettiva: in Nome puntato del curatore Cognome (a cura di), Titolo dell’opera, editore, Luogo di edizione anno di edizione, numero delle pagine del saggio (es. pp. 115-140), qui p. o pp. per indicare la pagina o le pagine della citazione.
Es. E. De Filippo, “Uomo e galantuomo”, in N. De Blasi, P. Quarenghi (a cura di), Teatro. Cantata dei giorni pari, Mondadori, Milano 2000, pp. 89-158, qui p. 93.
oppure
- Brook, “Prefazione” a J. Grotowski, Per un teatro povero, Bulzoni, Roma 1970, pp. 15-8.
- i cognomi degli autori e dei curatori hanno maiuscola solo l’iniziale (e si scrive per esteso: a cura di, posposto al titolo). Ciò vale anche per i casi di curatori stranieri
- tutti i titoli (di libri, articoli, poesie, opere pittoriche, testi musicali, parti e rubriche di testi, fondi di archivio, ecc.) vanno in corsivo
Articoli pubblicati in riviste
Nome dell’autore puntato Cognome, Titolo dell’articolo o saggio, in «Titolo della rivista», annata, numero, mese e anno, pagina/e in cui compare l’articolo.
- le riviste si citano sempre tra caporali («Studi medievali»), indicando l’annata in numeri arabi, l’anno di pubblicazione tra parentesi, e per ultimo l’eventuale numero di serie o di fascicolo (non indispensabile se la numerazione delle pagine della rivista è consecutiva per l’annata) scrivendo prima del nome della rivista “in” e usando la punteggiatura come segue: P. Guglielmotti, Territori senza città. Riorganizzazioni duecentesche del paesaggio politico nel Piemonte medievale, in «Quaderni storici», 30 (1995), 90, pp. 765-798.
Quando in nota ricorre un testo citato nella nota immediatamente precedente indicare: Ivi, p. 80. [se la pagina cui ci si riferisce è diversa da quella della nota precedente] Ibidem, [se l’indicazione bibliografica è perfettamente identica].