Pain & Sensibility the Management of Pain “Au Tournant Des Lumières”
DOI:
https://doi.org/10.13133/2531-7288/3159Keywords:
Sensitivity, Sympathy, Douleur, Amputation, LithotomyAbstract
Nel corso della storia della medicina e della filosofia, la definizione di "dolore" ha subito fluttuazioni, abbracciando sia la sua dimensione fisica che quella psicosensoriale. Generalmente, in passato, i medici concentravano il loro interesse sui meccanismi fisiologici del dolore, mentre i filosofi, enfatizzandone gli aspetti emotivi, si concentravano sulle sue espressioni fenomenologiche e comportamentali. Tra il XVIII e il XIX secolo, nel tentativo di chiarire i processi biologici interni che causano o sostengono il dolore, fisiologi e filosofi iniziarono ad affrontare il dolore da diverse prospettive, talvolta distinguendo tra "irritabilità" (irritabilità di organi o tessuti, la risposta apparentemente intrinseca, all'epoca sorprendente, a stimoli esterni) e "sensibilità"; altre volte introducendo la trasposizione morale e filosofica di "simpatia" nel ruolo di simpatia reciproca . Durante l'Illuminismo, alcuni studiosi di medicina, pur studiando gli aspetti fisici del dolore, mostrarono anche empatia e cercarono modi per mitigare le esperienze dolorose, inclusi approcci terapeutici. Il dibattito sulla ghigliottina e sulle amputazioni sui campi di battaglia evidenzia questa crescente consapevolezza. In particolare, in Francia iniziò a diffondersi la Médecine du coeur (che non significa cardiologia, ma benevolenza nella pratica della medicina), mentre alcuni chirurghi scozzesi, influenzati dalla teoria morale di Adam Smith, sottolinearono la necessità di un approccio empatico alla cura del paziente.Downloads
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2025-07-29
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