Fuori dai teatri della memoria: l’ebraismo plurale di Sasha Marianna Salzmann e Marija Stepanova
Parole chiave:
Jewishness, Jewish quota refugees, postmemory, multiculturalism, theater of memoryAbstract
L'articolo tratta delle rappresentazioni letterarie dell'ebraismo nelle opere recenti di Sasha Maria Salzmann. Mentre la sua opera è stata spesso accostata a quella di altri autori tedeschi immigrati dall'ex URSS in Germania negli anni '90 come rifugiati ebrei (Olga Grjasnowa, Lena Gorelik e Dimitrij Kapitelman), un confronto inedito è quello con una poetessa e scrittrice russa, Marija Stepanova, il cui acclamato libro Pamjati pamjati (tradotto in tedesco con il titolo Nach dem Gedächtnis) ha rappresentato per Salzmann un punto di riferimento, per quanto riguarda le riflessioni sulla memoria post-traumatica. Il tema della “postmemoria” (per citare Marianne Hirsch) è anche al centro del primo romanzo di Salzmann, Außer sich, (Accanto a me stesso), pubblicato nel 2017 quasi contemporaneamente al libro di Stepanova. Stabilendo una possibile filiazione tra Außer sich e la pièce teatrale di Salzmann Muttersprache Mameloschn (Lingua madre di Mameloschn, 2012), l'articolo mostra come i concetti di ebraismo siano intrecciati alla ricerca da parte dei protagonisti della possibilità di muoversi tra diverse identità. A ciò fa eco la critica di Salzmann alle strumentalizzazioni degli ebrei nel dibattito pubblico in corso in Germania, nel quadro di quello che il sociologo Y. Michal Bodemann ha definito “il teatro tedesco della memoria”. Da un lato, l'esperienza di Salzmann come ebreo post-sovietico ha permesso di decostruire l'equazione ebreo = vittima, dall'altro, la sua sensibilità per l'ibridazione sovranazionale e multiculturale l'ha portata a impegnarsi per la valorizzazione delle identità ebraiche plurali.##submission.downloads##
Pubblicato
2025-05-06
Fascicolo
Sezione
Slavi, tedeschi, ebrei: migrazioni, confini, esperienze
