Die Łacinka in Belarusischen Zeitungen der Wiedergeburtsepoche, die Konsolidierung einer Einheitlichen Standardschrift und Biskriptalität als abbild einer Konfliktgemeinschaft

Autori

Parole chiave:

Belarusian newspapers

Abstract

L’articolo esplora il ruolo dell’alfabeto nelle società biscritturali come espressione di conflitto. Si apre con una contestualizzazione della biscritturalità da una prospettiva socio-culturale, esaminando lo sviluppo storico della lingua bielorussa come manifestazione di comunità in conflitto. In questo contesto, vengono analizzati i valori simbolici attribuiti a una scrittura in relazione alla cultura, all’orientamento politico e alla religione, attingendo in modo significativo ai quadri teorici proposti da Roland Marti (2005, 2010) e Holger Kuße (2008). Lo studio evidenzia come le narrazioni e i sistemi di valori specifici perseguiti dai singoli attori all’interno di una comunità in conflitto siano spesso articolati attraverso valori simbolici. Sulla base della sintesi di questi modelli teorici, l’articolo procede con un’analisi del discorso delle lettere dei lettori del quotidiano Naša Niva (1912). Questa analisi si concentra su un momento critico in cui il quotidiano ha dovuto decidere di utilizzare un unico alfabeto per la pubblicazione a causa di vincoli finanziari che rendevano insostenibile il formato biscritturale. L’analisi dimostra come i valori simbolici siano stati strategicamente impiegati dai membri della comunità in conflitto, divisa tra sostenitori della Łacinka e della Cyrillica, durante il processo decisionale. L’obiettivo di questo articolo è quello di chiarire la dimensione argomentativa all’interno di comunità culturalmente e linguisticamente divise, evidenziando l’interazione tra la scelta della scrittura e l’identità socioculturale.

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Pubblicato

2026-03-10

Fascicolo

Sezione

Studi e Ricerche