Traumatic Entanglement as the Defining Feature of Polish Postmemory Literature

Autori

Parole chiave:

Traumatic entanglements, Polish literature, postmemory

Abstract

Il presente saggio esamina e sintetizza le caratteristiche fondamentali della scrittura autobiografica polacca della generazione della postmemoria (i figli dei sopravvissuti alla Shoah), avvalendosi del concetto di postmemory elaborato da Marianne Hirsch. L’articolo sostiene che la scrittura polacca della postmemoria adotta un concetto di traumatic entanglement, che rappresenta la condizione della generazione della postmemoria attraverso l’inassimilabile natura della Shoah, pur riconoscendo al contempo altri traumi della Polonia del dopoguerra. Secondo l’argomentazione, la voce narrante della scrittura autobiografica della postmemoria è caratterizzata da tre aspetti: in-choosing (scelta interiore), in-positioning (collocazione interiore) e in-suffering (sofferenza interiore). Attraverso in-choosing, la voce narrativa si allinea alla centralità della Shoah come trauma ultimo, che orienta le scelte non solo della generazione dei sopravvissuti, ma anche di quella dei loro figli adulti. In-choosing diventa inoltre il punto di partenza per rappresentare la complessità dell’esistenza dei genitori al di fuori del modello tradizionale multigenerazionale, tipico della cultura ebraica ma distrutto durante la Seconda guerra mondiale. In secondo luogo, in-positioning si manifesta nella tendenza del narratore a leggere il mondo, e in particolare le situazioni politiche, attraverso la figura del genitore sofferente, fornendo così una prospettiva unica. Ciò permette al lettore contemporaneo di comprendere il costo individuale dei cambiamenti storici, sociali e politici. Infine, l’uso di in-suffering da parte del narratore mette in luce gli eventi del marzo ’68 attraverso la persistenza dell’antisemitismo e il pericolo insito nel processo di nazionalizzazione della memoria della Seconda guerra mondiale in Polonia. Grazie a queste tre caratteristiche, la scrittura autobiografica della postmemoria riesce a ricodificare le narrazioni in storie personali di natura riparativa e dotate di potere trasformativo, contrastando sia l’amnesia storica sia le distorsioni della memoria, e dunque l’antisemitismo.

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Pubblicato

2026-03-10

Fascicolo

Sezione

Studi e Ricerche