Intelligenza artificiale e filologia: un connubio possibile?

Authors

  • Lucilla Spetia Università L'Aquila

Abstract

Con questo intervento ci si interroga sulla modalità di utilizzo dell'intelligenza artificiale, ossia il ricorso supino alla macchina e piena deresponsabilizzazione e totale agency della macchina stessa, oppure se c’è l’intervento dell’autore di cui si riconosce la responsabilità, scompare la totale autonomia della macchina.

Nella prima eventualità si corre il rischio altissimo di delegare alla macchina l’attività di formazione ed educazione, perché lo studente adolescente o giovane in formazione, quindi in un momento delicato di definizione del proprio sé nell’affidarsi totalmente alla macchina si vede annullare tale possibilità con la riduzione significativa del ruolo del docente, anche perché in tal modo viene meno il senso critico. E poi, c’è da chiedersi, è proprio salutare la scomparsa della figura del docente? La macchina definisce la morte dell’autore: ma è proprio necessario per noi filologi che pure lo rincorriamo, peraltro proprio in un’epoca in cui ovunque si vuole sottolineare la creatività dell’individuo? La presunta oggettività della macchina è proprio necessaria? La meccanicità e la presunta oggettività sono agli antipodi della libertà, che pure i filologi perseguono. Tra Chat GPT e filologia si riscontrano differenze fondamentali: l’uno è uno strumento, la filologia un metodo; Chat GPT non dichiara le fonti, che i filologi invece cercano continuamente di individuare; Chat GPT ammette l’errore in maniera formale e incoerente, alla filologia quello serve per la definizione di uno stemma codicum; Chat GPT non si assume alcuna responsabilità, i filologi lo fanno per definizione. Tuttavia si deve pensare come con il programma Centaure a una collaborazione tra uomo e macchina, a patto che sia l’uomo a dirigere e impostare tale collaborazione.

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Published

2023-11-22

How to Cite

Spetia, L. (2023). Intelligenza artificiale e filologia: un connubio possibile?. Cognitive Philology, 16(Special issue). Retrieved from https://rosa.uniroma1.it/rosa03/cognitive_philology/article/view/18518