Touched by Evil: Performing Theodicy in Orson Welles’s Shakespeare Adaptations

Autori

  • Anthony R. Guneratne Florida Atlantic University

DOI:

https://doi.org/10.13133/2283-8759/19324

Parole chiave:

Orson Welles and Shakespeare, Catholicism, Machiavelli, Erasmus, Jung, adaptation, theodicy

Abstract

Nel tradurre Badge of Evil,  un poliziesco pot-boiler, in una meditazione cinematografica sulle vie che portano il potere alla corruzione, Welles sostituì nel titolo “Badge” con “Touch”. Welles, che conosceva varie lingue europee,  attribuiva a “touch” significati molteplici: una replica affilata e appena percepibile, come nel francese “touché”; un percorso verso la conoscenza di tipo tattile e sensoriale come postulato dai filosofi empirici e razionalisti del diciassettesimo secolo. Questo studio intende dimostrare che in tutta la sua carriera di interprete – come voce radiofonica dal vivo o registrata, come attore teatrale, come protagonista dei suoi film e di quelli di altri registi, Welles accettò l’esistenza del male e tentò  di illustrarne l’onnipresenza nelle relazioni umane. Arrivò persino a chiedere ai registi di permettergli di interpretare i personaggi con le sue modalità idiosincratiche e modificò radicalmente opere teatrali e romanzi per rendere i personaggi più colpevoli moralmente di quanto non fossero nelle fonti. Così facendo Welles amplificò i conflitti etici dispiegati dai suoi autori preferiti: Conrad, Dinesen, Cervantes, Kafka e, soprattutto, Shakespeare. I tiranni e i superuomini di Welles hanno poco a che vedere con Nietzsche e sono invece più affini ai personaggi celebrati da Machiavelli e descritti da Vives, Erasmo e Montaigne. In anticipo rispetto agli studiosi di oggi, Welles aveva consapevolezza dei discorsi filosofici che permeano il teatro di Shakespeare,  ma gli interessava anche renderli accessibili a un pubblico ampio. Welles pagò il prezzo di non vedere realizzati molti dei suoi progetti shakespeariani. Di questi esistono però tracce negli archivi di Torino, Monaco, nel Michigan e in Indiana e il mio saggio va a "toccare" questo materiale oltre al resto della sua opera per illustrare in dettaglio i diversi aspetti della sua teodicea. Jan Kott, contemporaneo di Welles, gli sopravvisse, ma fu Welles a ristabilire per primo la posizione di Shakespeare come “nostro contemporaneo”.

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Pubblicato

2025-12-27

Come citare

Guneratne, A. R. (2025). Touched by Evil: Performing Theodicy in Orson Welles’s Shakespeare Adaptations. Memoria Di Shakespeare. A Journal of Shakespearean Studies, 12. https://doi.org/10.13133/2283-8759/19324

Fascicolo

Sezione

Articoli