Melville’s Shakespearean Masquerade of Evil: The Confidence-Man
DOI:
https://doi.org/10.13133/2283-8759/19330Parole chiave:
Melville, The Confidence-Man, evil, comedy, skepticismAbstract
Il saggio esplora la concezione del male nell’immaginario di Melville, mostrando come modelli shakespeariani ne plasmino la narrativa, dal contrasto tra innocenza e corruzione in Typee alla grandezza tragica di Moby-Dick, fino allo scetticismo satirico di The Confidence-Man. Il dialogo con Shakespeare, evidente già nelle annotazioni di Melville, inserisce lo scrittore americano in una tradizione che al tempo stesso deride e ammira il male, cogliendone il legame paradossale con la verità. L’elusivo e diabolico protagonista di The Confidence-Man, il suo romanzo più shakespeariano, inscena una “mascherata del male” che rievoca personaggi come Shylock e Autolicoma sfugge al ruolo di villainrifiutando, almeno a parole, la misantropia di Timone. Oltre a Timone d’Atene, un intertesto chiave è Il racconto d’inverno, che muove dalla tragedia alla commedia con un contrappunto drammatico: mentre Shakespeare fa seguire alla tragedia una redenzione comica, Melville rovescia il percorso, conducendo la sua mascherata verso oscurità e disillusione sempre crescenti.
