Metamorphoses of Evil in Contemporary Adaptations of The Tempest
DOI:
https://doi.org/10.13133/2283-8759/19331Parole chiave:
The Tempest, Prospero's art, control, revenge, adaptationAbstract
Signore assoluto del suo microcosmo eterotopico, Prospero incarna l’ambiguità etica del potere che ha alimentato i dibattiti sulla sovranità, sulle relazioni servo-padrone e sulle dinamiche proto-coloniali della prima età moderna. Il suo regime, fondato sulla sorveglianza e sul dominio, si presenta come un’illusione di onnipotenza che mette in discussione la natura divina del potere diffusa agli inizi del Seicento. Contrastato e problematizzato dalla figura di Caliban, a lungo considerato emblema di una mostruosità selvaggia, il male rappresentato da Prospero evoca le ansie della prima età moderna riguardo al progresso scientifico, alla prescienza divina e alla predestinazione, nonché alla crisi della soggettività sollecitata anche dalle nuove scoperte geografiche. Questo articolo esplora la metamorfosi del male di Prospero, inteso come dominio tirannico e teatro della vendetta, in sistemi di controllo onnipresenti in tre adattamenti contemporanei di The Tempest: il romanzo di Margaret Atwood Hag-Seed (2016), la serie HBO Westworld (2016-2022) creata da Jonathan Nolan e Lisa Joy e il racconto di Jeanette Winterson “Ghost in the Machine” (2023). Rappresentando Prospero come principale fonte di male e interrogando le implicazioni etiche della sua arte, queste riletture affrontano temi cruciali del nostro presente,testimoniando al contempo la straordinaria attualità di The Tempest come prefigurazione, in forma embrionale, di dibattiti etici contemporanei: dall’intelligenza artificiale al dibattito su libero arbitrio e determinismo, fino alle mutevoli accezioni dell’umano, all’esasperazione del privilegio e alla proliferazione di nuovi sistemi di controllo.
