Shakespeare and Social Crime: Legality and the People’s Justice
DOI:
https://doi.org/10.13133/2283-8759/19334Parole chiave:
Coriolanus, Sir Thomas More, The Merry Wives of Windsor, social crime, protestAbstract
L’idea di “crimine sociale” fu elaborata dallo storico marxista Eric Hosbawm, che definì “sociali” i crimini che “implicano chiari elementi di protesta” e sono per questo supportati dal consenso della comunità, che li considera crimini dettati da necessità. Tuttavia, anche se la nozione di “crimine sociale” può essere considerata potenzialmente fertile, essa fu in parte offuscata dall’intervento di un altro storico marxista, E.P. Thompson, che osservò che una tale definizione implicherebbe una distinzione fra criminali “buoni” e “cattivi”, distinzione che trascurerebbe il fatto che tutti i criminali facevano parte del medesimo gruppo di persone socialmente svanaggiate. Nell’articolo vengono esaminati tre testi di Shakespeare nei quali l’idea di “crimine sociale” è rappresentata in tre modi diversi: Coriolano, le pagine di Sir Thomas More attribuite alla Mano D e Le allegre comari di Windsor. La rivolta dei Cittadini nella prima scena di Coriolano è probabilmente la rappresentazione teatrale più rilevante di un crimine sociale presente nei drammi di Shakespeare. Non solo i Cittadini romani vi sono rappresentati nella circostanza in cui mettono in atto un’azione di protesta consapevole dettata dal bisogno; ma anche, come è stato notato, il dramma ha evidenti risvolti di attualità, poiché fu scritto dopo il cosiddetto “Midlands Rising” (1607), una protesta contro le enclosures (la recinzione delle terre) che, in Coriolano, Shakespeare rilegge come protesta alimentare. Le cosiddette “Ill May Day Scenes” in Sir Thomas More, al contrario, sono lette come esempio di una protesta irrazionale contro i lavoratori stranieri; protesta che, essendo dettata da pura xenofobia, non può essere giustificata come “crimine sociale”. Anche meno giustificabile appare l’offesa messa in atto da Falstaff in Le allegre comari di Windsor con la caccia di frodo nelle terre del Giudice di Pace Shallow. Falstaff e la sua banda di amici sono, in effetti, criminali “cattivi” che approfittano della loro vicinanza con certi nouveau riches per compiere crimini che avrebbero dovuto essere perseguiti al più alto grado della magistratura, quello della “Star Chamber”, ma che invece vengono, nel testo, celebrati con una cena a base di cacciagione.##submission.downloads##
Pubblicato
2025-12-27
Come citare
Pugliatti, P. (2025). Shakespeare and Social Crime: Legality and the People’s Justice. Memoria Di Shakespeare. A Journal of Shakespearean Studies, 12. https://doi.org/10.13133/2283-8759/19334
Fascicolo
Sezione
Miscellany
