Termini dialettali geografici e toponomastica: il controllo simbolico del territorio
DOI:
https://doi.org/10.13133/2784-9643/19238Parole chiave:
territorio, percezione, toponomastica, termini geografici, dialettiAbstract
Prendendo spunto da un’opera scientifica monumentale, qual è l’Atlante Linguistico
Italiano (ALI) – una raccolta sistematica di carte geografiche a tema linguistico, avviata
nel 1924 ma tuttora in corso – l’articolo intende evidenziare alcuni tratti in comune tra
saperi linguistici e saperi geografici. Questi saperi bene si confrontano quando i termini
dialettali considerati si relazionano con il territorio, divenendo toponimi. In questo caso
è evidente il transito culturale dallo spazio, sempre presente nelle indagini di geografia
linguistica, al luogo: un passaggio che segna l’esito di un dialogo temporale stabilito fra
una collettività e il suo spazio vissuto. Come esemplificazione di possibili collaborazioni
tra linguistica e geografia, si considera anche un’iniziativa, avviata da Osvaldo Baldacci
negli anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo, con la realizzazione di un «Glossario di
termini geografici dialettali della regione italiana», rimasto purtroppo limitato a poche
regioni italiane: Molise, Basilicata, Umbria, Liguria e Lazio.
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