La «perdita della cultura» come paradigma riabilitativo incerto: la costruzione dal basso di una pena alternativa alla detenzione nella giustizia minorile (Kanaky-Nuova Caledonia)

Autori

  • Martino Miceli

Parole chiave:

giustizia minorile, misure alternative alla detenzione, reinserimento, riabilitazione, Nuova Caledonia

Abstract

L’articolo analizza l’implementazione delle misure alternative alla detenzione in Kanaky-Nuova Caledonia attraverso l’etnografia di una riparazione penale applicata in un contesto segnato da forti disuguaglianze socioeconomiche e alta incidenza della carcerazione
giovanile indigena. Esaminando la relazione tra il paradigma riabilitativo istituzionale – che interpreta la delinquenza giovanile kanak come «perdita di riferimenti culturali» – e le pratiche concrete di applicazione delle sanzioni, l’etnografia mostra come l’efficacia delle
misure dipenda da meccanismi di destigmatizzazione attivati dalla loro normalizzazione in contesti sociali ordinari piuttosto che da processi di riappropriazione culturale. Il caso evidenzia le dinamiche di mediazione tra prescrizioni istituzionali e strategie di adatta
mento degli attori locali, illustrando come le pratiche concrete riconfigurano le politiche penali nel quadro del pluralismo giuridico postcoloniale.

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Pubblicato

2026-01-23

Come citare

Miceli, M. (2026). La «perdita della cultura» come paradigma riabilitativo incerto: la costruzione dal basso di una pena alternativa alla detenzione nella giustizia minorile (Kanaky-Nuova Caledonia). L’Uomo Società Tradizione Sviluppo, 15(1). Recuperato da https://rosa.uniroma1.it/rosa03/uomo/article/view/19370