Pregiudizi, avventure e silenzi. Intellettuali polacchi e Haskalah berlinese

Autori

Parole chiave:

Haskalah, autobiografie ebraiche nel XVIII secolo, tradizioni sefardite in Polonia, persecuzione, antisemitismo

Abstract

La Haskalah berlinese è caratterizzata da forti contrasti, non solo tra le anime dell'ebraismo - da un lato quella più tradizionalista che il chassidismo radicalizzava e dall'altro la nuova istanza razionalista debitrice dell'Illuminismo europeo - ma anche tra due Paesi: la Germania, rappresentata soprattutto da un re illuminato in materia religiosa come Federico II, e la Polonia, luogo d'origine di molti dei suoi rappresentanti, che viene bollata come barbara, incivile, ignorante e arretrata. Le lacune nelle biografie di alcune figure tra gli emigrati polacchi e le contraddizioni nelle ricostruzioni contemporanee suggeriscono una revisione della consolidata critica storica che metta in luce un contrasto radicale tra questi due mondi. L'obiettivo è quello di delineare la presenza di una tradizione razionalista tra gli ebrei polacchi che contribuì in modo decisivo all'imponente rinnovamento ebraico nella Berlino del XVIII secolo.

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Pubblicato

2025-05-06

Fascicolo

Sezione

Slavi, tedeschi, ebrei: migrazioni, confini, esperienze