Osservazioni sulla filologia della colpa
DOI:
https://doi.org/10.13133/2532-1994/19431Abstract
I concetti di memoria e giustizia e la loro interrelazione risalgono alla dialettica tra oralità e scrittura segnalata da Havelock in riferimento a Platone. La filosofia e la giurisprudenza condividono una natura scritta, in cui l'anamnesi orale entra in conflitto con l'amnesi scritta, il collettivo con l'individuo, l'esterno con l'interno. Il logos, filosofico e giuridico, è la ragione della parola scritta. Ciò che conta non è tanto la memoria, quanto piuttosto la colpa che la precede. La scrittura è essenzialmente l'occultamento della colpa nelle profondità del nostro interiore. La memoria, quindi, può ricollegarci a questa colpa originaria proiettandoci in una dimensione vivificante e orale, ma non può esimerci dal guardare al di fuori del factum, non solo al verum, perché è nel factum che troviamo la manifestazione di questa colpa.
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