Tra etiche e politiche della traduzione
DOI:
https://doi.org/10.13133/2532-1994/19432Abstract
In queste pagine intendiamo ricostruire le tappe principali che negli ultimi decenni hanno permesso il passaggio da un approccio scientifico a uno etico, politico e poetico della traduzione, arrivando a una vera e propria filosofia della traduzione, capace di mettere in luce la necessità del passaggio tra le culture ma anche i rischi di matrice imperialista e coloniale di una perpetua assimilazione. In una prima parte studiamo le innovazioni portate nel campo della traduttologia da George Steiner e dagli approcci etici e stranianti di Antoine Berman e Lawrence Venuti. In una seconda parte analizziamo la nuova branca della politica della traduzione e degli studi sull’intraducibilità, comparando le visioni di Pascale Casanova, Emily Apter, Barbara Cassin e Tiphaine Samoyault. Infine, concludiamo la nostra trattazione riprendendo la poetica della traduzione di Henri Meschonnic, che ci può fornire oggi degli strumenti importanti per contrastare i rischi assimilativi del Globish e della traduzione automatica.
##submission.downloads##
Pubblicato
Come citare
Fascicolo
Sezione
Licenza
2
Questo articolo è soggetto a licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported License.

Except where otherwise noted, the content of this site is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported License.
