Incursioni musicali e dimensione fantastica in Poema a fumetti di Dino Buzzati
DOI:
https://doi.org/10.13133/2532-1994/19443Abstract
La poliedrica attività artistica di Dino Buzzati non si limitò solo alla scrittura e alla pittura. L’autore bellunese mostrò sempre un vivo interesse verso la musica, coltivato sin da ragazzo con lo studio prima del violino e poi del pianoforte. Interesse che lo porterà nel 1928, una volta assunto al Corriere della Sera, ad affiancare Gaetano Cesari come critico musicale per la pagina culturale del quotidiano. La musica, tuttavia, non interessa Buzzati solo in veste di studioso e critico: tra il 1955 e il 1963, infatti, scrive i libretti per cinque opere dei compositori Luciano Chailly e Riccardo Malipiero e con quest’ultimo realizza l’opera sperimentale Battono alla porta, vincitrice del Prix Italia nel 1961. Non sorprende, da questo punto di vista, che all’interno dell’opera che nelle intenzioni di Buzzati doveva legare insieme le diverse traiettorie della sua ricerca artistica, vale a dire Poema a fumetti (1969), la musica giochi un ruolo di assoluto rilievo, già a partire dalla vicenda narrata, vera e propria riscrittura del mito classico di Orfeo ed Euridice. La presente proposta intende indagare la componente semantica dell’opera legata alla sfera musicale e le sue modalità di rappresentazione all’interno del doppio registro – verbale e iconico – del linguaggio fumettistico, così come la sua funzione all’interno dei delicati meccanismi della narrazione fantastica buzzatiana.
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