Il mito di Lovecraft. H.P.L. come personaggio nel fumetto
DOI:
https://doi.org/10.13133/2532-1994/19446Abstract
Questo articolo discute la rappresentazione di Howard Phillips Lovecraft come personaggio nel fumetto, con focus particolare su Lovecraft di Hans Rodionoff, Keith Giffen e Enrique Breccia (2003) e su Providence di Alan Moore e Jacen Burrows (2015-2017). Questi fumetti non sono opere biografiche, ma o finzionalizzano la biografia di Lovecraft aggiungendovi elementi di orrore cosmico presi dalle sue storie (come in Lovecraft) o lo usano come personaggio in una narrazione più ampia incentrata sui suoi "miti di Cthulhu" (come in Providence). Questa scelta può essere interpretata come un elemento di fan culture, dal momento che è intesa per essere letta dai fan come un rimando interno a una conoscenza comune, ma anche come una riflessione metatestuale sull'influenza di Lovecraft come autore. Soprattutto Providence si può leggere in questa luce, visto che fornisce anche una rappresentazione della critica lovecraftiana nella persona di S.T. Joshi. Mettendo insieme autore e personaggio, biografia e finzione, questi fumetti riflettono sulla ricezione della figura e del lavoro di Lovecraft, e allo stesso tempo discutono la complessità di un panorama culturale ipermediato in cui le icone dell'horror e le loro creazioni narrative diventano indistinguibili.
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