“È una realtà disperante, ma è quella del mondo moderno”
La vita convenzionale nel Crematorio di Vienna di Goffredo Parise
DOI:
https://doi.org/10.13133/2239-1983/19604Abstract
Il padrone (1965) and Il crematorio di Vienna (1969) are the two books with which Goffredo Parise enters a new phase in his artistic parabola, leaving behind the “Vicentine triptych” of the previous decade. By the early 1960s, Parise is embracing a neo-darwinian vision of individual and collective existence, which reverberates powerfully in the poietic motifs of his coeval texts. In these works, the thematized alienation germinates from man’s biological substratum, in which the law of the fittest and natural selection are inscribed. The primary objective of the essay is to analyze the original authorial posture with which Parise decides to interrogate narratively the process of reification set in motion in the advanced stage of the neocapitalist system. Secondly, attention will be focused on the formal modes, expressive instances and thematic cores through which Il crematorio’s short stories incorporate in their internal structures an ambivalent and yet fruitful dialectic between historicizing discourse and broadening in a universal sense of the bio-constrictive subtext.
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