Vol. 6 (2013)
Cosa accade quando la filologia incontra le scienze cognitive? I contributi qui raccolti affrontano questa prospettiva da angolazioni differenti ma complementari, delineando una concezione della filologia capace di dialogare con lo studio della memoria, della percezione, dell’oralità e dei processi interpretativi senza rinunciare ai propri strumenti storici ed ecdotici. La riflessione prende avvio dall’analisi delle strutture metriche e musicali della lirica medievale, interpretate come dispositivi che organizzano l’informazione secondo principi di segmentazione, previsione e memoria di lavoro. Parallelamente, il problema della critica testuale viene ripensato dal punto di vista del lettore e del “costo cognitivo” imposto dalle moderne edizioni critiche, proponendo modelli editoriali più intuitivi e immediatamente leggibili. Il volume affronta inoltre il tema dell’attribuzione d’autore attraverso l’integrazione di indizi grafici, stilistici e cognitivi, mostrando come autenticità e apocrifia possano configurarsi come fenomeni graduali e stratificati. Sullo sfondo emerge infine il ruolo decisivo dell’oralità, della voce e della corporeità nella trasmissione culturale medievale. Il testo appare così non come un’entità fissa, ma come una forma cognitiva dinamica, inseparabile dai processi mentali che ne rendono possibile produzione, memoria e interpretazione.
