Censura e libertà: la voce di Edward Morgan Forster.

Autori

  • Laura Chiara Spinelli Università degli Studi di Bari Aldo Moro

DOI:

https://doi.org/10.13133/2532-1994/18478

Parole chiave:

Forster, libertà di espressione, censura, Letteratura inglese

Abstract

Alle soglie del secondo conflitto mondiale, E. M. Forster registra nei suoi saggi le incertezze di una civiltà in mutamento e affida allo scrittore il compito di ricomporne i pezzi dopo la crisi, una funzione possibile se alla creazione letteraria è garantito un contesto di libertà.

Il contributo si propone di ricostruire la riflessione di Forster sui temi della libertà di espressione e della censura, attraverso l’analisi dei discorsi, dei saggi e degli interventi radiofonici degli anni Trenta e Quaranta del Novecento, in parte confluiti nel volume Two Cheers for Democracy. La silloge si inserisce nel quadro dell’impegno dell’autore in difesa dei valori liberali: dalla presidenza del National Council for Civil Liberties, alle campagne contro la censura di Well of Loneliness, Boy e Lady Chatterley’s Lover [Furbank], all’elogio dell’Aeropagitica di Milton.

Nel 1935 le parole di Forster “I do believe in liberty” risuonavano nella sala del Congrès international des écrivains pour la défense de la culture, in un discorso sul legame tra la libertà di parola e la tradizione culturale inglese, da difendere dalle insidie dei totalitarismi europei. E non è un caso che, come esempio della letteratura dei Paesi rimasti liberi, il saggio forsteriano The New Disorder (1941) sia tradotto sul periodico Il Mese (1943) tra le pagine di autori ancora ignoti in Italia o, se noti, banditi dalla censura fascista: solo l’armonia dell’arte – conclude Forster – è rimedio al disordine della realtà contemporanea.

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Pubblicato

2024-04-15

Come citare

Spinelli, L. C. (2024). Censura e libertà: la voce di Edward Morgan Forster. Novecento Transnazionale. Letterature, Arti E Culture, 8, 98–114. https://doi.org/10.13133/2532-1994/18478