Prolegomeni a una “educazione tecnoestetica”

Autori

  • Pietro Montani Sapienza - Università di Roma

Parole chiave:

Simondon, Kant, Immaginazione, Estetica, Tecnica

Abstract

Il saggio si pone come riflessione filosofica sull’opportunità odierna di un’educazione tecnoestetica, partendo dal presupposto che la sensibilità umana sia naturalmente predisposta a prolungarsi negli artefatti tecnici che l’uomo ha nei secoli utilizzato come protesi. Il modo in cui l’essere umano interagisce con l’ambiente risulta essere esternalizzato nelle tecniche esistenti e da queste orientato. Particolare rilevanza viene data ad alcune riflessioni di Simondon e di Kant, e ai concetti di senso comune e di immaginazione come schematismo tecnico. Nella parte conclusiva del saggio l’attenzione si sposta sulle caratteristiche di innovazione delle tecnologie digitali, e sul loro ruolo nell’influenzare senso comune, lavoro dell’immaginazione e – pertanto – natura dell’educazione tecno-estetica.

Biografia autore

Pietro Montani, Sapienza - Università di Roma

Pietro Montani insegna Estetica presso la “Sapienza” Università di Roma. Da anni si occupa delle nuove tecnologie in una prospettiva filosofico-antropologica. Tra i suoi ultimi libri Bioestetica (Roma 2007) e L’immaginazione intermediale (Roma-Bari 2010). È il responsabile dell’edizione italiana delle opere di S.M. Ejzenštejn (8 volumi).

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Pubblicato

2016-02-01

Come citare

Montani, P. (2016). Prolegomeni a una “educazione tecnoestetica”. Mediascapes Journal, (5), 71–82. Recuperato da https://rosa.uniroma1.it/rosa03/mediascapes/article/view/13243