Personaggi seriali e mondi transmediali. I pulp, Tarzan e le origini del Transmedia Storytelling
Abstract
Se consideriamo il transmedia storyteling come un'esperienza caratterizzata dall'espansione della narrazione attraverso diversi mezzi di comunicazione e (in molti casi) dalla partecipazione degli utenti a tale espansione, potremmo dire che non si tratta di fenomeno emerso negli ultimi anni sulla scia della convergenza mediale, ma si può far risalire almeno alle origini della moderna industria culturale, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Un’archeologia transmediale, tuttavia, non si deve limitare studiare la storia e le caratteristiche delle forme più antiche narrazione transmediale; occorre anche evidenziare come alcuni meccanismi narrativi alla base delle produzioni contemporanee siano in realtà radicate nelle pratiche di serialità sviluppatesi tra fine del XIX e l'inizio del XX secolo, in particolare sulle riviste pulp. Per entrambi questi aspetti, il ruolo di Edgar Rice Burroughs sembra essere fondamentale. Il suo personaggio più conosciuto, Tarzan, apparso per la prima volta nel serial Tarzan delle scimmie ("All-Story Magazine" 1912), è stato il protagonista di altri venticinque romanzi, ai quali si aggiungo diversi altri seguiti (autorizzati o meno) scritti da altri autori. L'uomo-scimmia è anche uno dei primi personaggi transmediali: a partire dal film Tarzan of the Apes (1918), egli è apparso in innumerevoli opere su media diversi (soprattutto fumetti e film, ma anche drammi radiofonici, serie televisive, produzioni teatrali, giochi ecc ). In questo articolo ci concentreremo sulle caratteristiche che contraddistinguono le diverse espansioni narrative, proponendo anche un modello narratologico per l’analisi delle trasformazioni subite dal personaggio nel passaggio tra i diversi testi e media.