Alcuni nodi della comunicazione pubblica digitale di fronte alla pandemia. Le regioni italiane su Facebook durante il lockdown.

Autori

  • Gea Ducci Università di Urbino Carlo Bo

Parole chiave:

Institutional communication, Covid-19, Social media, data communication

Abstract

L'articolo affronta il ruolo della comunicazione pubblica di tipo istituzionale durante la pandemia di Covid-19, una comunicazione intesa come servizio per il cittadino, non propagandistica che le istituzioni dovrebbero coltivare con competenza e consapevolezza, soprattutto nei momenti di crisi e di emergenza. La pandemia ha comportato un’accelerazione dell’uso dei media digitali da parte delle istituzioni per far fronte a quella che, nel contesto di un’emergenza sanitaria epocale, può essere considerata un’emergenza comunicativa, resa complessa dall’infodemia. Si è pertanto avvertita l’esigenza di comprendere come le istituzioni stessero utilizzando i social media e con quale impatto sui cittadini, facendo riferimento alla consolidata letteratura nazionale e internazionale sulla comunicazione pubblica o public sector communication.

L'articolo si focalizza in particolare sul caso italiano, con attenzione specifica al ruolo delle regioni che è apparso come cruciale nell’affrontare la situazione critica e comunicare adeguatamente con i cittadini, fin dalla prima fase della pandemia.  Il contributo analizza il modo in cui gli enti regionali hanno curato contenuti sul Covid-19 nella propria pagina ufficiale Facebook, il social network più frequentato tra gli italiani, considerando anche l'impatto prodotto sui pubblici online (livello di engagement). Viene illustrata una ricerca quanti-qualitativa condotta nel 2020, basata sulla raccolta e analisi di tutti i post generati dalle regioni italiane su Facebook (pagina ufficiale dell'ente), dall'inizio della pandemia alla fine del lockdown (30 gennaio - 3 maggio 2020). I post sono stati classificati sulla base di una categorizzazione delle tematiche Covid-19 da parte dei ricercatori. Dai risultati di questo studio emergono elementi interessanti, quali: una crescita esponenziale dei follower delle pagine nel periodo considerato, una trattazione pressochè eclusiva di tematiche relative al Covid-19 da parte delle regioni; un'attenzione particolare degli enti alla comunicazione sui dati epidemiologici-sanitari e sulle norme per affrontare l'emergenza a cui però non corrisponde un elevato coinvolgimento dei pubblici online che risulta essere più alto nei confronti di altre tematiche (come Fake news e comportamenti per evitare il contagio) a cui le regioni hanno dedicato meno spazio sulla piattaforma.

L'articolo inoltre riporta un breve approfondimento qualitativo sul modo in cui le regioni hanno curato la comunicazione sui dati epidemiologici e sanitari. Dall'analisi emergono analogie e differenze fra regioni che spingono a riflettere sulla necessità di accrescere le competenze statistiche e di comunicazione sui dati, in maniera diffusa nella PA italiana e, più in generale, a valorizzare le competenze di comunicazione digitale fra i comunicatori pubblici, salvaguardando un approccio di comunicazione strategica multicanale e inclusiva, per evitare di generare diseguaglianze fra i cittadini.

Biografia autore

Gea Ducci, Università di Urbino Carlo Bo

Professore associato - settore Sociologia dei processi culturali e comunicativi (SPS/08) - presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi umanistici e internazionali, Università di Urbino Carlo Bo, coordinatrice laurea magistrale in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Docente di Comunicazione pubblica nel corso di laurea triennale in Informazione, media, pubblicità e Comunicazione sociale e isituzionale nel corso di laurea magistrale in Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni (CPO).  

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Pubblicato

2022-01-18

Come citare

Ducci, G. (2022). Alcuni nodi della comunicazione pubblica digitale di fronte alla pandemia. Le regioni italiane su Facebook durante il lockdown . Mediascapes Journal, (18), 141–160. Recuperato da https://rosa.uniroma1.it/rosa03/mediascapes/article/view/17673