Ripensare il medium didattico
Parole chiave:
media, formazione, rete, didatticaAbstract
Le ideologie progressiste e conservatrici del cambiamento educativo contestano alla scuola di essere in disaccordo - troppo o troppo poco - con la società. L'elaborazione pedagogica si interroga sul ruolo attuale dei sistemi educativi, ma appare chiaro come la chiave dell'innovazione scolastica e educativa più in generale non risieda unicamente nel cambio delle pratiche comunicative o nel mero cambio dei mezzi che tali pratiche supportano. Ad essere in gioco vi è piuttosto la forma che assumono i saperi e le esperienze nel diventare oggetto e soggetto di pratiche comunicative e educative diversificate. Oggi il software rende possibile gran parte del vivere sociale: informazione, saperi, relazioni, conoscenza, reticolarità dipendono dalla dimensione informatica, che dunque influenza profondamente quella culturale. Il software e gli algoritmi ormaistiano di fatto plasmando la nostra cultura, e l'infrastruttura di rete e le pratiche di produzione e condivisione di contenuti digitali favoriscono la diffusione di saperi multicodice, connettivi e aperti.
Appare dunque sempre più necessario considerare il digitale e la rete come occasione per avviare un deciso ripensamento della sostanza stessa dell’educare, secondo un’accezione ampia del
termine. Tale ripensamento, per essere profondo, deve evitare che l’impegno di elaborazione e confronto in ambito pedagogico sia monopolizzato dai soli temi e problemi dell’educazione istituzionale.
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Pubblicato
2016-02-03
Come citare
Maragliano, R., & Pireddu, M. (2016). Ripensare il medium didattico. Mediascapes Journal, (5), 3–11. Recuperato da https://rosa.uniroma1.it/rosa03/mediascapes/article/view/13253
Fascicolo
Sezione
Interviste